C’è un luogo, nel sud della Sardegna, dove le pietre parlano (sì, per davvero!).
Ci troviamo a San Sperate, un piccolo paese in provincia di Cagliari che grazie all’artista Pinuccio Sciola è diventato un vero e proprio Paese Museo.
Sciola è stato uno scultore visionario, capace di legare arte, natura e comunità.
Negli anni Settanta ha avviato un processo di trasformazione urbana coinvolgendo il paese in interventi artistici collettivi, dai murales agli spazi pubblici, dando vita ad una sperimentazione molto interessante.
Il progetto più intimo e potente dell’artista è il Giardino Sonoro: un parco dove sono ospitate le sue celebri pietre sonanti.
Queste opere scultoree, più di 700, sono realizzate principalmente con rocce di origine basaltica, che si formano sott’acqua, e rocce di origine calcarea, simbolo della terra e della cultura sarda.
Le sculture, di cui alcune monumentali, sono incise e tagliate con una tecnica raffinata e studiata a fondo da Sciola, che permette alle pietre di emettere suoni: toni profondi e vibrazioni metalliche, voci uniche e senza tempo.
Ma come “funzionano” le pietre di Sciola? Come fanno a “parlare”?
Il tocco delle mani o di piccole pietre sulle incisioni create dall’artista provoca vibrazioni che generano suoni. Il suono prodotto varia in base alla pietra, alla sua forma e alle incisioni, creando un'esperienza sonora unica.
Per Sciola, la pietra non è immobile e silenziosa: è un essere vivo e vibrante, portatore di memoria. C’è chi dice che grazie a queste meravigliose opere si possa sentire l’anima e l’essenza delle pietre stesse. Sciola ha dato voce a ciò che di più radicato esista.
Visitare il Giardino Sonoro significa entrare in un’altra dimensione.
Le sculture si possono toccare, si possono suonare, si possono ascoltare.
È un luogo che stimola tutti i sensi, dove il confine tra arte e natura si fa sottile e profondissimo.
Se passate dalla Sardegna, fateci un salto, non ve ne pentirete.
E soprattutto, fate silenzio. Le pietre avranno sicuramente qualcosa da dirvi.
Le mie sculture per ora sono qui, nei luoghi in cui le ho piantate
perché mettessero radici e tornassero a vivere.
Un giorno che non conosco, spero tornino all’Universo che le ha generate.
- Pinuccio Sciola
Per saperne di più o organizzare una visita: psmuseum.it
foto di copertina di Elena Iacono
foto seguente di Luigi Canciello

.png)


